Introduzione a Great Design (Prima Bozza)
From The Joel on Software Translation Project
Introduzione a Great Design (Prima Bozza)
di Joel Spolsky
Mercoledì 25 Gennaio 2006
Confessione: ho paura di spegnere il mio cellulare.
E non perché tema di rimanere non contattabile, sia ben chiaro. Al diavolo, non me ne può fregare di meno se qualcuno non riesce a contattarmi. Se hai qualcosa da dirmi ed è così importante che vale la pena interrompere Will and Grace, bè, piuttosto passerò altri 45 minuti beati prima di proccuparmene. Questo è il mio motto: Will and Grace al Primo Posto, Terremoti e Inondazioni a Seguire.
Ecco perché ho paura a spegnere il mio cellulare: perché poi non sempre riesco a richiamare all'appello abbastanza cellule cerebrali per riaccenderlo.
Ha due tasti, uno verde e felice, l'altro rosso incute timore. Hanno sopra delle buffe icone che a me non dicono molto.
Potresti pensare che il tasto verde lo accenda. Verde vuol dire vai, giusto?
Sbagliato.
L'ho provato. Niente da fare. Ho provato a premere e a tenere premuto il tasto verde, perché alle volte questi telefoni vogliono che tu prema e mantenga premuto il tasto per evitare che tu accidentalmente possa scattare la foto dell'anno, o interrompere la chiamata nel mezzo di un importante colloquio di lavoro o quello che è.
Quando premi il tasto rosso in genere non succede niente così hai il sospetto di aver sbagliato qualcosa.
Salta fuori che alla fine hai effettivamente acceso il telefono e se tu fossi in una stanza buia te ne saresti pure accorto perché la tastiera lampeggia quando il telefono si accende. In una stanza luminosa non succede niente per sei secondi. E questo è un tempo sufficientemente lungo per farti sospettare che devi aver sbagliato qualcosa. Ed è per questo che poi ho iniziato a provare gli altri tasti come il verde tasto felice. Comunque alla fine mi sono sentito frustrato e senza controllo sulla mia vita.
Una volta che hai veramente imparato che il tasto rosso accende il telefono, e che non lo devi tenere premuto, inizi a sentirti frustrato per il tempo che gli ci vuole a partire e a caricare quei simpatici sfondi e a trovare campo in qualcosa come 30 secondi. Anche questo è frustrante. Mi sembra che ai Bei Vecchi Tempi non si doveva aspettare mezzo minuto per accendere un elettrodomestico. C'era un interruttore, up was one (a meno che tu non vivessi in Europa dove c'era un terribile guerra e non si potevano permettere gli elettrodomestici), lo premevi e l'aggeggio iniziava a frullare o a luccicare o fare quello che ci si aspettava da lui. Immediatamente. Fine della storia.
Senza dubbio è sorprendente come la maggior parte degli odierni gadget e telecomandi abbia reso televisori, lavastoviglie e telefoni piu difficili da usare. Improvvisamente la cattiva progettazione tipica delle interfaccie utente dei pc ha iniziato a trapelare nel resto del mondo.
Sei anni fa, con il totale dominio di GUI coerenti come quelle di Mac e Windows, sembrava che lo stato dell'arte nella progettazione delle GUI software fosse diventato abbastanza buono. Niente di favoloso, attenzione, ma abbastanza buono. Potevi ritrovarti con una nuova applicazione Windows che non avevi mai visto prima ed avere buone possibilità di riuscire a farla funzionare correttamente.
Fu allora che scrissi un libro intitolato User Interface Design for Programmers, pensando, mitico! È tempo di dare una base comune a tutti su come si progettano le interfaccie utente e poi la vita sarà meravigliosa.
Sfortunatamente nello stesso periodo ci fu una ondata di nuovi gadget elettronici e, naturalmente, quella cosa del web che colpì tutti noi.
Il web non ebbe veramente una interfaccia utente standard. La si poteva fare come uno voleva. Non avevamo i menù a tendina e così ci inventammo ogni genere di surrogato per i menù a tendina.
Gadget? Per i gadget fu anche peggio. Avevano minuscole tastiere e schermi ancora più piccoli. Se poi aggiungiamo funzionalità questi dannati aggeggi facevano sempre più e più cose ma il solo capire come fargliele fare richiedeva una laurea in ingegneria (oppure un brillante dodicenne, ma la schiavitù è stata abolita, sopratutto per i dodicenni.)
Forse nessuno spiegò ai progettisti di gadget e di siti web (ed anche di software) che avrebbero dovuto impegnarsi seriamente per migliorare le proprie conoscenze circa le interfacce.
Quindi, questa è la loro sveglia.
Mentre la maggior parte dei prodotti diveniva crescentemente incomprensibile, come un tipico telecomando da home entertainment, con dozzine di tastini carini marcati "MTS" oppure "SURR" o "PTY" che nessuno mai capirà, contemporaneamente capitava qualcos'altro: pochissimi e bravissimi progettisti se ne uscivano, in qualche modo, con progetti veramente ottimi che erano belli, facili da capire, divertenti e che rendevano le persone felici. E tu sai chi sono perché quei prodotti divennero bestseller. iPod di Apple. TiVo. Google. Anche il Motorola RAZR, così difficile da accendere, è, per il resto, un ottimo progetto.
Nelle prossime settimane e mesi, se tutto va bene, scriverò una serie di articoli, proprio qui, su questo sito web, sulla progettazione delle interfaccie utente nell'era moderna. L'intera serie sarà provvisoriamente intitolata Great Design.
Se tutto va bene, analizzeremo alcuni dei principi originali di buona progettazione delle interfaccie utente, in buona parte già trattati nel primo libro, vedendo però come si possano applicare al mondo odierno di gadget minuscoli, siti web e cestini della spazzatura all'angolo della strada.
Poi, se siamo veramente fortunati, andremo anche oltre. Vedremo cosa ci vuole per balzare da un onesto e buon progetto ad un progetto Fantasmagoricamente Ottimo, Destabilizzante e degno dei Libri di Storia. Ho in mente qualche teoria in proposito.
Administatrivia
First, one change that you'll notice. I'm going to publish each article twice. The first appearance will be a rough draft. Later, I'll revise and edit the article, taking into account some of the feedback I received, and republish it as a second draft. I'm doing it this way because it lets me publish something almost as soon as I've written it, without too much editing, secure in the knowledge that I can edit it to death later.
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Acc! ho tradotto la bozza per niente?! --Alessandro.gentilini 17:46, 1 Feb 2006 (EST)
